
Il 18 settembre 1964 bastarono poche note di clavicembalo, due schiocchi di dita e una casa popolata da individui che qualunque vicino avrebbe preferito osservare da lontano. Sulla ABC debuttava negli Stati Uniti The Addams Family e la televisione americana scopriva una famiglia che amava tutto ciò che gli altri temevano: il buio, i cimiteri, le torture medievali, le piante carnivore e una quantità imprecisata di oggetti potenzialmente letali. La cosa più sorprendente, però, era un’altra. Gli Addams erano felici. Non erano nati per la televisione. Le loro origini risalivano al 1938, quando il disegnatore Charles Addams aveva cominciato a far apparire sulle pagine del New Yorker alcuni membri di una stravagante famiglia dal gusto decisamente macabro. Nei suoi disegni vivevano in una grande casa gotica, consideravano perfettamente normali situazioni che per chiunque altro sarebbero state inquietanti e rovesciavano con eleganza le convenzioni della famiglia americana modello.
Quei personaggi non possedevano ancora nemmeno i nomi con i quali sarebbero diventati famosi: fu proprio l’adattamento televisivo del 1964 a battezzare Gomez, Morticia, Wednesday, Pugsley, Fester, Grandmama e Lurch.
La serie sviluppata per la televisione da David Levy prese quell’umorismo nero e lo trasformò in una sitcom da mezz’ora. Il primo episodio, The Addams Family Goes to School, andò in onda proprio venerdì 18 settembre e mise subito a fuoco il meccanismo che avrebbe sostenuto gran parte dello spettacolo. Un funzionario scopre che Wednesday e Pugsley non frequentano la scuola pubblica e tenta di ricondurre la famiglia verso ciò che la società considera normale. Il problema è che, dal punto di vista degli Addams, sono gli altri a essere incomprensibilmente strani.
John Astin costruì un Gomez incontenibile, elegante, appassionato di scherma e follemente innamorato della moglie. Carolyn Jones, con il lungo abito nero e una presenza quasi ipnotica, fece di Morticia qualcosa di molto più interessante della semplice signora di una casa infestata. Tra i due esisteva una complicità affettuosa e sensuale insolita per la televisione familiare americana di quegli anni: mentre tante coppie delle sitcom sembravano governate dalla routine domestica, Gomez continuava a comportarsi come un uomo perdutamente innamorato.
Attorno a loro c’era una galleria difficilmente dimenticabile. Jackie Coogan, che da bambino era stato al fianco di Charlie Chaplin ne Il monello, diventò lo zio Fester; Ted Cassidy, alto più di due metri, diede corpo e voce al monumentale Lurch; Lisa Loring interpretò Wednesday e Ken Weatherwax suo fratello Pugsley. C’erano poi Grandmama e soprattutto Thing, la Mano che compariva da scatole e contenitori per consegnare la posta, accendere sigari o risolvere piccoli problemi domestici. Nel corso delle due stagioni, quell’insieme di personaggi finì per creare una delle famiglie più immediatamente riconoscibili della storia della televisione.
A completare tutto arrivò la sigla composta da Vic Mizzy. Quelle poche battute accompagnate dallo schioccare delle dita sono sopravvissute persino a molte persone che non hanno mai visto un episodio completo della serie. La musica spiegava già quale fosse il tono dello spettacolo: macabro, certo, ma mai realmente spaventoso.
La prima Famiglia Addams durò soltanto due stagioni. In tutto furono prodotti 64 episodi, dal 1964 al 1966. Non fu, durante la programmazione originale, il fenomeno travolgente che la memoria collettiva potrebbe far immaginare; nella prima stagione dovette anche confrontarsi con The Munsters, altra famiglia mostruosamente comica arrivata sugli schermi americani nello stesso periodo. Eppure la cancellazione non segnò affatto la fine degli Addams. Le repliche continuarono a circolare e, con il passare degli anni, ciò che era sembrato una sitcom bizzarra divenne un pezzo stabile della cultura popolare.
Da lì sarebbero arrivati nuove serie animate e televisive, i film diretti da Barry Sonnenfeld negli anni Novanta con Anjelica Huston, Raul Julia, Christopher Lloyd e Christina Ricci, un musical, due lungometraggi d’animazione e infine Wednesday, che avrebbe riportato quel mondo al centro dell’attenzione di una nuova generazione. Ogni versione ha cambiato qualcosa, ma il nucleo inventato da Charles Addams è rimasto sorprendentemente resistente.
Forse perché dietro bare, ragnatele e strumenti di tortura c’era fin dall’inizio una piccola provocazione. Gli Addams apparivano mostruosi secondo ogni convenzione estetica, ma erano uniti, affettuosi, fedeli gli uni agli altri e perfettamente a proprio agio con ciò che erano. Non cercavano di essere accettati e non sentivano alcun bisogno di diventare normali.
Quel 18 settembre 1964 la televisione aprì per la prima volta la porta della loro casa. Sessant’anni dopo continuiamo a entrarci.
E quando partono quelle note e arrivano i due inevitabili schiocchi di dita, sappiamo ancora perfettamente chi ci aspetta dall’altra parte.