SPAZIO 1999: STORIA DI UN CULT di Antonio Palazzo

da | Mag 21, 2026 | Cinema e Televisione, Fantascienza e Fantasy

Spazio 1999 è una di quelle serie che, a distanza di oltre cinquant’anni dalla sua realizzazione, continuano a vivere nel nostro immaginario collettivo. Una delle produzioni che ha avvicinato tantissimi telespettatori italiani alla fantascienza.Ideata da Gerry e Sylvia Anderson e coprodotta con la RAI, la serie nacque inizialmente come una seconda stagione di UFO, ma venne poi trasformata in un progetto autonomo ambientato sulla Luna nel 1999. Le vicende si svolgono sulla Base Lunare Alpha, un’installazione scientifica affidata il 9 settembre 1999 al comandante John Koenig (Martin Landau). Il suo compito era guidare una missione esplorativa verso il pianeta Meta, di recente scoperta.

Il 13 settembre, però, una violenta esplosione causata dalle scorie radioattive stoccate sulla Luna scagliò il satellite fuori dalla sua orbita, condannandolo a vagare nello spazio profondo. Inizia così l’epica avventura dell’equipaggio di Alpha, destinato a incontrare civiltà aliene spesso ostili. Tra i personaggi più amati spicca la Dott.ssa Helena Russell, interpretata da Barbara Bain (nata, curiosamente, proprio il 13 settembre). Dolce, riflessiva e razionale, è probabilmente il personaggio femminile più apprezzato della serie. Tra lei e il comandante Koenig esiste una reciproca attrazione: del resto, all’epoca gli attori erano marito e moglie nella vita reale. Altro pilastro della serie è il Professor Victor Bergman (Barry Morse), brillante scienziato e direttore del dipartimento scientifico della base. La coppia Bergman-Koenig ha regalato una delle scene più intense e memorabili di tutta la fantascienza televisiva nell’episodio “Sole Nero”: una lunga, drammatica sequenza girata praticamente da soli, in cui i due attori improvvisarono gran parte del dialogo, regalando un autentico capolavoro. Come in tutte le produzioni Anderson, anche in Spazio 1999 i mezzi tecnologici sono veri protagonisti: basti pensare alle iconiche astronavi Aquila o agli anfibi lunari a tre ruote, gli Amphicat, realizzati con splendidi modellini che ancora oggi fanno scuola. La prima stagione, ricca di tensione e atmosfera drammatica, ottenne un ottimo successo di pubblico, nonostante le critiche di alcuni scienziati (tra cui Isaac Asimov) per le inesattezze scientifiche. Ma i fan sanno bene che si tratta di fantascienza e hanno sempre perdonato questi “peccati”. Grazie alla coproduzione RAI, nella prima stagione comparvero anche diversi attori italiani: Gianni Garko, Orso Maria Guerrini, Carla Romanelli e Giancarlo Prete. Purtroppo, dopo la separazione da Sylvia, Gerry Anderson dovette cercare nuovi finanziamenti per la seconda stagione e si accordò con il produttore americano Fred Freiberger (passato alla storia come “il killer delle serie TV” per aver contribuito alla cancellazione di Star Trek e dell’Uomo da sei milioni di dollari). Freiberger definì la prima stagione “troppo inglese” e impose un taglio più commerciale e action. I cambiamenti furono radicali: set ridimensionati, abbandono di personaggi amatissimi (come Paul Morrow), l’ingresso di nuovi personaggi (Tony Verdeschi e l’aliena Maya, interpretata da Catherine Schell) e un tono complessivo diverso. Molti attori, tra cui Barry Morse, non nascosero la propria delusione. La seconda stagione, nonostante alcuni episodi riusciti, non convinse il pubblico come la prima e la serie venne cancellata senza un vero finale. Nonostante solo due stagioni realizzate, Spazio 1999 è entrata di diritto tra le serie cult della fantascienza e rimane ancora oggi nei cuori di chi l’ha amata.