
“QUESTA È LA STORIA… (ed altre storie) – LÀ DOVE C’ERA L’ERBA” è un recital teatrale di racconti e canzoni che attraversa la vita personale e artistica di Adriano Celentano, trasformandola in un viaggio scenico dedicato alla vita, all’amore, al gioco, all’ambiente e alla memoria collettiva.
La figura dell’artista non viene raccontata in modo puramente biografico o celebrativo. La sua storia diventa il filo conduttore di un percorso più ampio, capace di parlare al pubblico di luoghi che cambiano, rapporti che resistono, sogni che si trasformano, natura ferita e bellezza da custodire.
Lo spettacolo unisce narrazione dal vivo, canzoni, immagini e suggestioni sceniche. La musica non è proposta come semplice repertorio, ma come parte viva del racconto: ogni brano apre una scena, ogni scena richiama un tempo, ogni tempo diventa occasione per guardare anche il presente.
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Il recital nasce da una domanda semplice e profonda: quando abbiamo smesso di giocare?
Il gioco, nello spettacolo, non è evasione. È memoria dell’infanzia, libertà, amore, desiderio di restare vivi, capacità di stupirsi. È il gioco dei cortili, delle prime canzoni, dei baci, delle ribellioni, delle promesse, ma anche il gioco fragile dell’uomo con la Terra: un gioco che si rompe quando il cemento cancella l’erba, quando la fretta cancella l’ascolto, quando il progresso dimentica la bellezza.
La vita di Adriano Celentano permette di attraversare tutto questo con un linguaggio popolare, immediato e riconoscibile. La sua storia personale e artistica diventa così una lente attraverso cui osservare un Paese intero: il dopoguerra, le periferie, il rock, la televisione, il cinema, l’amore, la famiglia, la coscienza civile e il rapporto tra uomo e ambiente.
Un pubblico entra in teatro e viene invitato a compiere un viaggio da guardare, ascoltare, cantare e giocare.
Al centro c’è la storia personale e artistica di Adriano Celentano: le origini, la Milano popolare, la nascita di un ritmo nuovo, il successo, la libertà, l’amore, il cinema, la televisione, la provocazione, il silenzio e la memoria. Ma intorno a questa storia se ne accendono molte altre: storie di strade, cortili, prati, famiglie, giovani che ballano, adulti che smettono di giocare, amori che resistono, paesaggi che cambiano.
“LÀ DOVE C’ERA L’ERBA” diventa il luogo simbolico del racconto: non solo una memoria del passato, ma una domanda rivolta al presente. Dove è finita l’erba? Dove sono finiti il gioco, la semplicità, la capacità di ascoltare la Terra? E cosa possiamo ancora salvare?
Il percorso alterna parole, canzoni e immagini in una forma teatrale accessibile, emozionante e coinvolgente. Il pubblico ritrova un immaginario familiare, ma non assiste a una semplice operazione nostalgica: viene accompagnato dentro una riflessione sulla vita, sull’amore, sull’ambiente e sul bisogno di tornare a una dimensione più umana.
La vita
La vita viene raccontata come cambiamento continuo: dalle origini alla maturità, dal successo al silenzio, dalla leggerezza alla consapevolezza.
L’amore
L’amore attraversa lo spettacolo come scelta, fedeltà, fragilità, crisi e ritorno. Non è solo sentimento romantico, ma capacità di restare, custodire, ricominciare.
Il gioco
Il gioco è il filo poetico del recital. È ciò che salva dall’indurimento, ciò che mantiene vivo lo stupore, ciò che permette di guardare il mondo senza consumarlo.
L’ambiente
Il rapporto tra uomo e natura è uno dei centri più forti del progetto. L’erba che scompare, il cemento che avanza, l’aria che cambia e la Terra che chiede ascolto diventano immagini teatrali e civili.
La memoria collettiva
Lo spettacolo parla a più generazioni perché attraversa un patrimonio musicale e umano condiviso. Chi ha vissuto quelle stagioni ritrova una parte di sé; chi le scopre oggi incontra temi ancora attuali.
Lo spettacolo è costruito come un unico viaggio teatrale, non come una sequenza di brani musicali.
Il percorso si sviluppa attraverso:
- un prologo che introduce il pubblico nel tema del viaggio, della memoria e del gioco perduto;
- il racconto delle origini e della nascita di un linguaggio musicale nuovo;
- la stagione del successo, della ribellione e della libertà artistica;
- l’amore come tema umano, scenico e musicale;
- il rapporto tra memoria dei luoghi, trasformazione urbana e ambiente;
- la coscienza civile e lo sguardo critico sul mondo contemporaneo;
- il cinema e l’immaginario popolare;
- un finale emotivo che riporta il pubblico alla necessità di amare, custodire e tornare a giocare.
La narrazione procede con parlati teatrali, momenti musicali, immagini proiettate e brevi inserti scenici. Il ritmo è pensato per alternare emozione, leggerezza, memoria e riflessione.
Lo spettacolo è rivolto a un pubblico ampio e trasversale.
È particolarmente adatto a:
- stagioni teatrali;
- rassegne culturali;
- eventi estivi;
- iniziative dedicate alla musica italiana;
- appuntamenti sulla memoria collettiva;
- manifestazioni legate all’ambiente e alla sostenibilità;
- serate di partecipazione cittadina;
- programmazioni in teatri civici, auditorium, sale polifunzionali e spazi comunali attrezzati;
- rappresentazioni all’aperto in piazze, cortili, arene, chiostri, parchi o location suggestive del territorio.
La proposta è popolare nella forma, ma curata nel contenuto. Permette di coinvolgere adulti, famiglie, appassionati di musica italiana e cittadini interessati a una serata culturale accessibile, emozionante e significativa.
Porta lo spettacolo nella tua città.
Per informazioni: ITALIANA EVENTI di BARBARA FIORAVANTI (contatti in locandina)