PROJECT HAIL MARY

Respira a fatica, ha un gene che gli consente di rimanere per anni in coma e si risveglia nello spazio più profondo, vicino a una stella che non è il Sole: è Ryland Grace, l’ultima speranza per l’umanità, e non se lo ricorda. Inizia così il film Project Hail Mary, una pellicola fedele al bellissimo romanzo e che si propone di essere tra i più amati film di fantascienza degli ultimi anni.

Questo film gioca sui contrari, sulle contraddizioni; è divertente, è coraggioso, è meraviglioso. Il coraggio è una cosa da imbecilli? Il “pollice su” diventa “pollice giù” perché il nostro alieno, Rocky, ha le manine rivolte verso il basso, e può muovere i pollici solo così. E allora? Allora un amico sincero è la cosa più importante: una cosa che va oltre le differenze, le razze, le convenzioni.

Forse è questo che ci insegna lo spazio: a cambiare prospettiva, a far diventare il “giù” in “su”. Ci insegna a goderci il momento che stiamo vivendo e che le cose più importanti sono una passeggiata in riva al mare, un amico sincero e la bellezza di condividere l’amore per la scienza con ironia e stupore, come se fossimo sempre ragazzini delle medie, e non solo ragazzini umani delle medie. Accurato e divertente. Il più bel film di fantascienza per il più bel libro di fantascienza degli ultimi anni. Tratto dal romanzo di Andy Weir. È lo stesso autore di The Martian (Sopravvissuto), noto per il suo stile ultra-accurato dal punto di vista scientifico e per il suo umorismo. Registi: Il film è diretto dalla coppia Phil Lord e Christopher Miller.

Sono i registi dietro successi come The LEGO Movie e i produttori della saga animata di Spider-Man: Un nuovo universo. Sceneggiatore: Drew Goddard. Se in molti film di fantascienza la tecnologia è una minaccia o un semplice sfondo, qui è la protagonista assoluta. Ryland Grace non usa la forza o le armi; usa il metodo scientifico. Ogni problema è un enigma da risolvere con logica e pazienza. Il film ci ricorda che la curiosità non è solo un tratto intellettuale, ma un atto di coraggio: affrontare l’ignoto dicendo “non lo so, ma posso misurarlo”. Project Hail Mary brilla come un faro di speranza. Ci dice che, nonostante i nostri difetti, siamo una specie capace di fare cose straordinarie quando smettiamo di aver paura dell’altro.